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Archivio Storico degli eventi organizzati dalla Libreria dei Contrari...

Carlotta Jesi presenta: "I miei bambini hanno i Superpoteri"


  • Mercoledì 31 maggio 2017 ore 20:30
    Rocca di Vignola - Sala dei Grassoni - Vignola MO

Carlotta Jesi presenta:
I MIEI BAMBINI HANNO I SUPERPOTERI
Storia della nostra dislessia
Sperling & Kupfer Editore

Dialoga con l'autrice Giulietta Bernabei tutor dell'apprendimento e formatrice di ACE

I miei bambini hanno i superpoteri è un libro che dovrebbero leggere tutti i genitori, un libro sulla dislessia che diventa - nel sottotitolo - "nostra", cioè di tutta la famiglia. Quello che troverete nelle pagine scritte da Carlotta Jesi è proprio il racconto di come la famiglia cambia e prova a comprendere profondamente le esigenze di due bambini, trasformando la loro diversità in una forza che fa bene a tutti. Con qualche difficoltà, certo, ma anche con tanti sorrisi e molta soddisfazione.

«'Scrivi meglio' è il messaggio che la maestra continua a ripetere su ogni compito. Ma mio figlio non lo fa apposta. D'altronde anche noi genitori, prima di capire cos'era realmente, abbiamo scambiato la dislessia per un crampo alla gamba, un mal di testa, il trasloco, la stilografica con il pennino rotto, quel bullo di quinta e la preadolescenza.» Carlotta è la mamma di due bambini dislessici e ogni giorno combatte con caparbietà, inventiva e tanta ironia contro la tiritera che rischia di risuonare nella testa dei suoi figli: «Non sei capace, non ce la farai mai». E non può dimenticare la frase che uno dei due ha sussurrato ai compagni di classe che lo prendevano in giro perché rallentava la ricerca: «Credete che se riuscissi a scrivere meglio e più veloce non lo farei?» Terapie per la dislessia ce ne sono tante, ricette pratiche per conviverci, invece, zero. In questo libro c'è quella di Carlotta e della sua famiglia, ma non aspettatevi ingredienti, dosi e tempi di cottura esatti. Quello che racconta è un viaggio pieno di saliscendi tra difficoltà, tenerezze e divertimento, in cui si scoprono anche dei «superpoteri» come la creatività, un modo tutto originale e geniale di risolvere i problemi, una sensibilità particolare nel capire gli altri. E alla fine regala un messaggio: sta a te lasciare che la dislessia decida chi sei e cosa puoi fare oppure scrollartela di dosso, voltarti e farle una pernacchia.

Carlotta Jesi, giornalista e scrittrice, ha fondato e dirige Radiomamma.it, impresa al femminile impegnata, online e nei quartieri, a costruire servizi innovativi per i genitori e una Milano sempre più family friendly. Ha lavorato al settimanale Vita e ha collaborato a lungo con Il Sole 24Ore, Vanity Fair, Corriere della Sera, Donna Moderna, l'inserto Italy Daily dell'International Herald Tribune. È autrice di Viaggi di nozze zaino in spalla (Feltrinelli), Milano formato famiglia (Terre di mezzo), Sono andata in vacanza con i figli e sono tornata viva (Terre di mezzo).

Nicola Gratteri e Antonio Nicaso presentano: "PADRINI E PADRONI" e "L'INGANNO DELLA MAFIA"


  • Sabato 27 maggio 2017 ore 21:00
    Rocca di Vignola - Sala dei Contrari - Vignola MO

Nicola Gratteri e Antonio Nicaso presentano:

"PADRINI E PADRONI" - Come la 'ndrangheta è diventata classe dirigente
Ed. Mondadori

"L'INGANNO DELLA MAFIA" - Quando i criminali diventano eroi
Ed. Rai Eri

Conduce Pierluigi Senatore

PADRINI E PADRONI - Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti - molti dei quali tornati dall'America per l'occasione - causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario che si ripeterà, atrocemente, cent'anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell'Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c'era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi. In Piemonte, la 'ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso. La corruzione, l'infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti - occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti - sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla 'ndrangheta. Già nel 1869, le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni 'ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l'intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013. Lo scambio di favori fra criminalità e certa parte della politica è continuo e costante, il ricatto reciproco un peso enorme sulla cosa pubblica, con ripercussioni su tutti i settori, dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco di Stato allo sport. Anche lo sport. Il calcio è popolare e ha bisogno di investimenti. E le mafie, da tempo, si sono accorte delle sue potenzialità, non mancando di sfruttarle, come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie. In questo vermicaio c'è di tutto: oltre al riciclaggio di denaro, ci sono partite truccate, scommesse clandestine, presidenti prestanome, e ultrà che gestiscono attività illecite. Il vero problema è che né i ricorrenti disastri ambientali, né il consumo dissennato del territorio, né il degrado di opere e servizi sembrano più scalfire l'opinione pubblica. In Italia l'incompiutezza è diventata risorsa, strategia di arricchimento per cricche e clan, mangime senza scadenza per padrini e padroni. C'è un'assuefazione che sconcerta. Quello che è di tutti non appartiene a nessuno. Che importa se la corruzione avvelena l'economia, provocando gravi disuguaglianze sociali o se la mafia ammorba l'esistenza di tanta gente, con la complicità di alcuni degli uomini chiamati a combatterla? E perché nessun governo ha mai inserito fra i propri obiettivi primari la lotta alla corruzione e alla criminalità economica? Questo di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un libro di denuncia forte, coraggioso, che racconta una verità amara. Senza sconti per nessuno.

L'INGANNO DELLA MAFIA - Di mafia si parla molto, ed è un bene. Ma a volte se ne parla nel modo sbagliato, ed è un male. Molti libri, film e fiction di successo restituiscono un'immagine romanzata delle mafie, frutto in parte di luoghi comuni e vecchie leggende.
Dal Padrino a Gomorra, da Quei bravi ragazzi a Romanzo criminale, il rischio che il boss diventi un eroe e l'illegalità una "carriera" è favorito spesso da una narrazione che mette in primo piano i protagonisti di camorra o 'ndrangheta, omettendo come possono essere combattuti o dimenticando chi lotta con coraggio per affermare la giustizia. Ma lasciare che si radichi lo stereotipo di una piovra invincibile, dotata di rapporti privilegiati con le istituzioni e capace continuamente di riadattarsi, significa indebolire un'azione di contrasto, in realtà sempre più stringente, che porta non di rado alla cattura e alla condanna dei boss. È un'accusa precisa quella di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso che, a partire dall'esperienza delle inchieste e dei casi affrontati, come dagli studi e dalle analisi storiche e criminologiche, ripercorrono storia e vie della "mitizzazione" della criminalità. Fenomeni così diffusi nel tessuto sociale, ricordano, possono essere combattuti solo con un'alleanza culturale che includa tutti gli italiani partendo dall'educazione alla legalità, al senso civico, alla difesa della nostra convivenza.

Nicola Gratteri: è uno dei magistrati più esposti nella lotta alla 'ndrangheta. Ha indagato sulla strage di Duisburg e sulle rotte internazionali del narcotraffico. Insieme ad Antonio Nicaso per Mondadori ha scritto Fratelli di sangue (2009), La malapianta (2010), La giustizia è una cosa seria (2011), La mafia fa schifo (2011), Dire e non dire (2012), Acqua santissima (2013), Oro bianco (2015).

Antonio Nicaso: storico delle organizzazioni criminali, è uno dei massimi esperti di 'ndrangheta nel mondo. Ha scritto trenta libri, tra cui alcuni bestseller internazionali.

I due autori saranno a disposizione per rispondere alle domande dei presenti e per dedicare copie dei loro libri (Libreria dei Contrari di Vignola)

L'organizzazione dell'incontro culturale è a cura della "Fondazione di Vignola", con la collaborazione dell'Associazione culturale "Dentro ai libri"

INGRESSO LIBERO (fino ad esaurimento dei posti a sedere) Per prenotare un posto, si prega di telefonare alla "Fondazione di Vignola" (059) 765979

Il Carnevale e le sue tradizioni folcloristiche e culinarie


  • Giovedì 23 febbraio 2017 ore 17:00
    Rocca di Vignola - Sala dei Grassoni - Vignola MO

Il "Club del Fornello" - delegazione di Modena"
e
l'associazione Culturale "Dentro ai Libri" presentano:

"Il Carnevale e le sue tradizioni folcloristiche e culinarie"

con la partecipazione di:

SARA PRATI
Prof.ssa di Lettere, scrittrice ed esperta di civiltà
e folclore contadino

ROBERTO CARCANGIU
R&d cooking director, specializzato in tecniche
e scienze dell'alimentazione

Seguirà una degustazione di dolci tradizionali di Carnevale offerti dalle "Fornelle" 

Magda Ceccarelli De Grada: "Giornale del tempo di guerra. 12 giugno 1940 - 7 maggio 1945"

  • Sabato 17 dicembre 2016 ore 18:00
    Rocca di Vignola - Sala dei Grassoni - Vignola MO

Nell'occasione del 70° anniversario del voto alle donne, presentazione del libro di:
"Magda Ceccarelli De Grada: Giornale del tempo di guerra. 12 giugno 1940 - 7 maggio 1945"
Ed. Il Mulino

L'artista Maria Luisa Simone De Grada dialogherà con il Prof. Michele Fuoco.

Il diario di Magda Ceccarelli De Grada si apre con l'urlo sinistro delle sirene d'allarme che assordano Milano, all'alba del 12 giugno 1940, e si chiude con l'urlo di gioia della folla che si riversa in strada all'annuncio della resa della Germania, la sera del 7 maggio 1945. Tra il primo e il secondo urlo, scorrono giorno per giorno, a volte ora per ora, quasi cinque anni: la vita quotidiana di una famiglia italiana "allegra, litigiosa e turbolenta" - travolta, avvilita, dispersa e però anche cementata e nobilitata dalla catastrofe della guerra. L'autrice ascolta le notizie dei bollettini ufficiali e le radio clandestine, segue con trepidazione l'esito delle battaglie e i movimenti degli eserciti, soffre per l'Europa trasformata in un cimitero o in una galera: il suo diario è insomma la cronaca partecipe delle vicende della grande storia. Ma è anche altro. Accanto a esse, scorre un'altra storia, parallela e in parte segreta, il romanzo di formazione e maturazione di una donna - all'inizio di quasi quarantotto anni - che a poco a poco si rivela massaia, madre di famiglia, moglie di un artista, Raffaele De Grada, poetessa, scrittrice, cittadina, comunista e vivandiera della Resistenza. La scrittura diaristica evidenzia i contorni, compositi, di tale personalità, e li ricompone in una identità unitaria.

Magda Ceccarelli De Grada (1892-1985), poetessa e scrittrice, ha pubblicato numerose raccolte di liriche. Una scelta delle sue poesie è contenuta nell'antologia "Per quel filo sottile" (Crocetti, 2002). Fra le sue opere ricordiamo inoltre "Tanti anni insieme. Appunti per una biografia di Raffaele De Grada" (Ceschina, 1963). Il "Giornale del tempo di guerra" ha vinto il Premio Pieve 2010.